La demenza d’Alzheimer ha preso il proprio nome dal dr. Alois Alzheimer, che nel 1906 descrisse i cambiamenti intervenuti nel tessuto cerebrale di una donna
deceduta in seguito ad una malattia mentale considerata allora insolita.
Questi cambiamenti sono ora riconosciuti come le alterazioni cerebrali caratteristiche presenti nella demenza d’Alzheimer.
La demenza d’Alzheimer riguarda tutti i gruppi sociali e non è associata a una particolare classe sociale, al sesso, a un particolare gruppo etnico o a una
specifica localizzazione geografica.
L’esordio è graduale e insidioso e il declino della persona è generalmente lento.
La malattia colpisce ogni persona in modo differente.
Il suo impatto dipende in larga misura dalle caratteristiche individuali preesistenti; in particolare, dalla personalità, dalle condizioni fisiche e dallo stile di vita
della persona che ne è colpita. I sintomi della demenza d’Alzheimer possono essere meglio compresi in rapporto a tre fasi del suo decorso: iniziale, intermedia e
terminale.
La fase iniziale della malattia è spesso sottovalutata e diagnosticata non correttamente da operatori sanitari, parenti e amici come espressione della “vecchiaia”
o come normale componente del processo d’invecchiamento.
E’ molto difficile identificare l’esatto momento della malattia poiché questo è graduale. La persona può mostrare:
Con il progredire della malattia, i problemi diventano più evidenti.
Il malato di demenza d’Alzheimer presenta difficoltà nella vita quotidiana e:
Questa fase è caratterizzata da una totale dipendenza del malato e dalla sua inattività.
Il disturbo della memoria è molto grave e le componenti fisiche del disturbo divengono più evidenti. La persona può:
Attualmente la causa della demenza d’Alzheimer è sconosciuta: tuttavia, si sa che cosa non causa tale malattia. La demenza d’Alzheimer non è causata da:
RICERCA SCIENTIFICA
Studi scientifici sulla demenza, sui rapporti tra paziente e famiglia, paziente e caregiver in generale mostrano la malattia...