La longevità in piena salute psico-fisica si conquista con un atteggiamento positivo, spontaneo oppure ottenuto con sette semplici strategie, tra cui esercizi di "sorriso" e respiri profondi quotidiani, come consiglia Assomensana che in proposito sta ultimando un Vademecum. La conseguente "resilienza" combatte il distress e facilita la compliance, in caso di malattia.
Tutti Matusalemme: non sembra un'impresa impossibile, stando alle indicazioni di ASSOMENSANA, Associazione di neuropsicologi che da tempo studia le caratteristiche degli ultracentenari. Il presupposto formulato dall'ente, impegnato dal 2004 nella prevenzione dell'usura mentale e nell'allungamento della vita media, è che le condizioni favorevoli a un invecchiamento di successo siano da ricercare non in una ma in più dimensioni correlate tra loro: genetica, alimentazione, soggettività, relazioni interpersonali, ambiente sociale e comunità di appartenenza. Uno dei fattori fondamentali dell'ottima forma, di mente e corpo, anche in tarda età, è senz'altro un atteggiamento positivo.
Ma se le connotazioni negative della personalità risultano coriacee e di difficile modificazione, come succede in gran parte degli individui, in che modo è possibile trasformare, almeno in parte, i comportamenti quotidiani anti-longevità? I trucchi per promuovere una visione in rosa della vita anche nel più pessimista dei soggetti esistono e li rivela il dottor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana: «Le regole d'oro per cambiare il proprio approccio con l'esistenza sono sette:
Altri insegnamenti di Assomensana per arrivare a un secolo d'età stanno per essere pubblicati nel Vademecum "Vivere 100 anni!" che, in circa 60
pagine, spiega in modo chiaro le più recenti scoperte per diventare centenari e di cui saranno distribuite migliaia di copie in alcune aree del Nord Italia.
Innanzitutto per raggiungere il traguardo dei 100 anni, bisogna assicurarsi una buona salute mentale, di cui lo starter è appunto il pensiero positivo,
che è stato riscontrato in tutti i 244 ultracentenari, monitorati dal 2001 al 2009, dall'Università della Georgia. «Dalla ricerca sono stati delineati
tre tipi di centenari», riferisce lo specialista, «I "sopravvissuti", persone che si sono ammalate prima degli 80 anni, ma che restano in vita
ancora a lungo; i "ritardatari", che hanno avuto malattie importanti dopo gli 80 anni, ma che superano i 100 anni, e i "fuggitivi", che hanno
festeggiato il secolo senza la complicazione di gravi patologie e che rappresentano il 15-20% dei centenari».
Uno dei tre principali tratti distintivi dei "fuggitivi" è quello di assumere un atteggiamento positivo verso la vita e di avere una notevole capacità di adattamento nei confronti delle mutate esigenze personali e ambientali, dimostrando una spiccata flessibilità, come conferma Iannoccari: «Queste attitudini influenzano e permeano tutte le altre dimensioni esistenziali. Infatti consentono di attenuare gli stati di stress cattivo (distress), dovuti agli eventi sfavorevoli (quali lutti, perdite, precarietà e malattia), e di far fronte alle avversità, attingendo alle risorse personali (la cosiddetta "resilienza"). Un atteggiamento positivo è favorevole all'allungamento della vita anche perché permette di aderire con fiducia alle prescrizioni dei professionisti della salute per ottenere il miglior trattamento possibile (compliance) in caso di malattia».
Per informazioni al pubblico e interviste:
dr Giuseppe Alfredo Iannoccari, Presidente Assomensana,
tel. 039.2320032 cell. 392-6360914
sito www.assomensana.it
email info@assomensana.it
(Per la Stampa:
Rosanna Ercole Mellone,
tel. 0521/483988 - 0187/495107 - cell 347/8161012
e-mail rercolem@tin.it )
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