I genitori di bambini con difficoltà cognitive adottano lo stile comunicativo e strutturano le frasi nello stesso modo in cui lo fanno i genitori di bambini con sviluppo normale?
Per quanto riguarda lo stile comunicativo, ad esempio, i genitori dei piccoli con disabilità cognitive tendono ad essere più "direttivi" e meno "responsivi" rispetto ai genitori di bambini con sviluppo nella norma.
Lo stile direttivo implica un frequente uso di ordini e istruzioni, mentre lo stile responsivo comporta un maggiore utilizzo di commenti e risposte tarate sulle capacità di comprensione dell’interlocutore.
Solitamente, i genitori non scelgono consapevolmente quale stile adottare, ma possono venire influenzati dalle abilità del bambino stesso.
Al di là della prima impressione, quale fra i due stili comunicativi risulta più adeguato alle esigenze di un bambino con difficoltà?
Le ricerche concordano nel ritenere prevalente lo stile direttivo: l’interazione con il proprio figlio è considerata quindi una sorta di "seduta didattica". Ciò implica un notevole impegno per le madri che cercano di sfruttare al meglio i momenti di interazione per fornire la maggior stimolazione possibile al loro bambino.
Ma non è solo lo stile comunicativo che risulta differente quando si parla ad un bambino con disabilità cognitiva.
Secondo alcuni studiosi, le madri dei bambini con ritardo mentale ricorrono infatti ad un linguaggio sintatticamente più semplice, cioè la struttura della frase risulta più "povera", così come adottano sempre meno iniziative comunicative in tutte le possibili declinazioni (tutoriale, didattica, di conversazione e di controllo).
In conclusione, l’esperienza linguistica offerta al bambino con ritardo mentale è differente da quella offerta al bambino con sviluppo normale.
Questo non significa necessariamente che questo stile comunicativo è peggiore dell’altro ma, sorprendentemente, le differenze potrebbero essere propedeutiche per creare condizioni più favorevoli allo sviluppo linguistico del bambino.
LO SVILUPPO DELLA COMUNICAZIONE PRIMA DEL LINGUAGGIO.
Comunicare senza parole:
Sorriso sociale
Suoni, vocalizzi e lallazioni
Gesti comunicativi
Comunicazione non verbale nello sviluppo atipico:
Deficit comunicativo nel bambino autistico
Sviluppo comunicativo nel bambino con sindrome di Down