Il ritardo o disturbo del linguaggio è una definizione spesso utilizzata per descrivere quadri clinici molto eterogenei fra loro. Le difficoltà di natura linguistica possono infatti manifestarsi in associazione con altre condizioni patologiche (come problemi motori, sensoriali, cognitivi e relazionali), oppure possono presentarsi in forma isolata e sono detti "specifici". In questo articolo limiteremo la trattazione ai disturbi specifici del linguaggio.
Il linguaggio è un insieme di abilità che possono risultare ritardate o deficitarie in modo disarmonico fra loro. Dunque, quando si parla di disturbo specifico, ci si riferisce a un ritardo in uno o più ambiti dello sviluppo linguistico, in assenza di ritardo cognitivo, problemi sensoriali (cecità, sordità... ) motori, affettivi e di importanti carenze ambientali e sociali. Inoltre, è stato dimostrato che un disordine linguistico costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo cognitivo e psicoaffettivo successivo del bambino, data la funzione di mediazione ed integrazione che il linguaggio ricopre nella vita mentale sin dalle prime fasi della sua acquisizione.
Nella classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi dello sviluppo, i ritardi specifici del linguaggio vengono descritte 3 categorie, fornendo descrizioni importanti anche per i "non addetti ai lavori".
Questi disturbi si riducono nettamente con l'età: il fattore "sviluppo" gioca un ruolo importantissimo! Rimane comunque importante segnalare questi problemi ed intervenire precocemente poiché, tra i principali fattori che possono influenzare l'evoluzione, si segnalano: l'età del bambino al momento della prima consultazione con il neuropsicologo e la possibilità di usufruire di una terapia logopedica precoce e appropriata.
LO SVILUPPO DELLA COMUNICAZIONE PRIMA DEL LINGUAGGIO.
Comunicare senza parole:
Sorriso sociale
Suoni, vocalizzi e lallazioni
Gesti comunicativi
Comunicazione non verbale nello sviluppo atipico:
Deficit comunicativo nel bambino autistico
Sviluppo comunicativo nel bambino con sindrome di Down