Negli ultimi mesi (9-12) del primo anno di vita, il bambino comincia ad utilizzare gesti come mostrare, offrire, dare e richieste ritualizzate ( ad es. estendere il braccio con la mano aperta e il palmo in su o in giù; aprire e chiudere il palmo della mano come un gesto di prensione a vuoto), che chiamiamo performativi o deittici. Essi esprimono una intenzione comunicativa e si riferiscono ad un oggetto/evento esterno, che tuttavia si ricava esclusivamente osservando il contesto. I gesti deittici sono accompagnati dallo sguardo diretto al destinatario del gesto; in alcuni casi il bambino guarda alternativamente il destinatario e l'oggetto/referente del gesto. Quindi la produzione di questi gesti hanno natura triadica (bambino-adulto-oggetto/evento), si tratta di segnali distali nel senso che il destinatario del gesto viene messo in azione non meccanicamente, attraverso il contatto diretto, ma attivato a distanza. I gesti implicano anche il contatto visivo e l'alternanza dello sguardo fra bambino e interlocutore. Infine bisogna dire che i gesti deittici vengono utilizzati sia per chiedere l'intervento o l'aiuto dell'adulto (funzione di richiesta) sia per attirare l'attenzione e condividere con l'interlocutore l'interesse per un evento esterno (dichiarazione).
A partire dai 12 mesi circa, fanno la loro comparsa un nuovo tipo di gesti, che chiamiamo referenziali o rappresentativi. Questi non soltanto esprimono un'intenzione comunicativa ma rappresentano anche un referente specifico, il loro significato cioè non varia in conseguenza del variare del contesto. Questi gesti nascono per lo più all'interno di routine sociali o di giochi con l'adulto e vengono appresi prevalentemente per imitazione. Nello stesso periodo, compaiono le prime parole, anch'esse molto legate al contesto e solo man mano si decontestualizzano. Quando il linguaggio verbale comincia a consolidarsi e il vocabolario raggiunge le 50 parole, l'uso dei gesti referenziali diminuisce gradualmente fin quasi a scomparire.
Tra gesti comunicativi deittici di particolare interesse è il gesto di indicazione sia perchè esso è universale sia perchè rappresenta uno dei mezzi più efficaci per comunicare in assenza di linguaggio.
LO SVILUPPO DELLA COMUNICAZIONE PRIMA DEL LINGUAGGIO.
Comunicare senza parole:
Sorriso sociale
Suoni, vocalizzi e lallazioni
Gesti comunicativi
Comunicazione non verbale nello sviluppo atipico:
Deficit comunicativo nel bambino autistico
Sviluppo comunicativo nel bambino con sindrome di Down