Nelle prime settimane di vita il neonato può produrre occasionalmente alcuni espressioni facciali che evocano nell’adulto
il significato di emozioni come la felicità la rabbia, il disgusto o il dolore.
In realtà esse sono prodotte al di fuori del contesto comunicativo.
Tipico al riguardo è il caso del sorriso endogeno, cioè prodotto spontaneamente durante le fasi di sonno.
Da distinguerlo da quello invece esogeno che compare soltanto più tardi, verso la fine del secondo mese di vita.
A questa età il comportamento del neonato cambia drasticamente nel senso che egli appare molto interessato alle persone e comincia
a coinvolgersi in sequenze faccia-a-faccia con gli adulti che si prendono cura di lui/lei.
A partire dai 3 mesi il sorriso del bambino diventa una risposta sociale selettiva in quanto a)viene rivolto preferenzialmente alle
persone familiari piuttosto che agli estranei b) si sincronizza con il sorriso del genitore o dell’adulto familiare diventando
così un fenomeno reciproco.
In sintesi, nell'evoluzione del sorriso che osserviamo nei primi mesi di vita si possono individuare tre fasi:
LO SVILUPPO DELLA COMUNICAZIONE PRIMA DEL LINGUAGGIO.
Comunicare senza parole:
Sorriso sociale
Suoni, vocalizzi e lallazioni
Gesti comunicativi
Comunicazione non verbale nello sviluppo atipico:
Deficit comunicativo nel bambino autistico
Sviluppo comunicativo nel bambino con sindrome di Down