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Le credenze sulla memoria negli anziani: ruolo della cultura e del contesto di vita

*Elena Cavallini, *Sara Bottiroli, *Chiara Fastame e **Christopher Hertzog
*Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Pavia; e
**Georgia Institute of Technology, Atlanta USA


Il presente lavoro si propone di indagare il ruolo della cultura e del contesto di vita degli anziani sui diversi aspetti metacognitivi. A tale scopo sono stati somministrati tre questionari: uno relativo alle credenze mnestiche generali (ciò che le persone pensano del funzionamento mnestico degli altri), uno a quelle personali (ciò che le persone pensano della propria efficienza mnestica) e un terzo riguardante le attribuzioni causali (spiegazioni dell'andamento della capacità mnestica nel corso della vita).

Sono quindi state condotte due diverse ricerche confrontando fra loro popolazioni differenti di anziani. Alla prima ricerca hanno preso parte anziani provenienti da due diverse realtà italiane: Sassari e Milano.

I dati mostrano che i sardi credono maggiormente nelle capacità di controllo, in particolare in quello prospettico ossia nelle cose che si possono fare ora per determinare come sarà la memoria nel futuro. Questa credenza emerge sia quando fanno riferimento alla memoria in generale sia quando sono invitati a esprimere un parere sulla propria.
Un altro dato interessante si riferisce alle cause attributive. I sardi tendono ad attribuire il declino mnestico che caratterizza la vita a cause quali l'ereditarietà, l'alimentazione, il fato e i training di memoria.

Questo sembra rispecchiare i risultati di ricerche condotte in ambito medico sulla popolazione anziana sarda. I sardi tendono a credere che l'efficienza mnestica dipenda sia da cause non controllabili, quali i fattori genetici, sia dall'impegno come gli interventi di memoria.

Riguardo al secondo studio, sono stati presi in esame anziani istituzionalizzati e non. Anche in questo secondo studio emergono differenze fra i due gruppi di anziani.

In particolare gli anziani istituzionalizzati credono meno nel controllo prospettico sia generale sia personale.
In generale quindi i dati mostrano che sia la cultura di appartenenza sia il contesto di vita influiscono sulla percezione del funzionamento mnestico generale e personale. Lo stesso andamento emerge dall'analisi degli stili attributivi.

ultimo aggiornamento il 19 novembre 2009

 

 

 

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