Il metodo VALIDATION
Il trattamento della demenza è multimodale, varia a seconda della fase della malattia ed è incentrata sui sintomi specifici che il singolo anziano manifesta. Così, oltre al trattamento farmacologico, peraltro utile solo per rallentare il decorso del decadimento cognitivo nelle fasi iniziali, la gestione psico- emotiva dell'anziano prevede specifiche psicoterapie e altri trattamenti psicosociali che, pur presentando filosofie, scopi e metodi diversi, hanno in comune l'obiettivo di migliorare la qualità della vita e di elevare al massimo il funzionamento, tenendo conto dei deficit esistenti.
In genere l'interesse del clinico è sempre andato principalmente ai sintomi cognitivi, anche se spesso quelli comportamentali hanno un maggior impatto sul malato e sulla sua famiglia e sono più difficilmente gestibili da parte di chi si prende cura di lui. Non a caso, sono proprio i comportamenti anomali la causa preponderante di istituzionalizzazione per i gli anziani affetti da demenza. I sintomi comportamentali (BPSD) sono affrontabili in modo specifico, anche se spesso ci si pone nei loro confronti in modo inappropriato; è quindi necessario fare maggiormente luce sul loro impatto sulla vita del malato. È importante una loro gestione accurata, in quanto interessano ben il 70- 90% di questi soggetti. Questi sintomi, inoltre, sono quelli che mettono maggiormente in difficoltà il caregiver, che può manifestare un'elevata espressività emotiva (ostilità, irritazione, criticismo). Lo stress diminuisce in quegli operatori che considerano i comportamenti disfunzionali come una conseguenza della malattia e non come dipendenti dalla volontà del paziente. Per quanto riguarda i trattamenti non farmacologici, non ci sono evidenze sul fatto che alcuni siano più efficaci di altri; senz'altro, però, è stato notato quanto sia vantaggiosa una combinazione tra interventi di tipo educazionale e di supporto emotivo e, inoltre, si è riscontrato che in ambienti ove sia in atto un'attività stimolante, tali manifestazioni comportamentali diminuiscono.
Molti interventi mirano al miglioramento delle capacità cognitive, dell'umore e del comportamento. Si ricordano i trattamenti comportamentali, cognitivi (skills training e Reality Orientation Therapy), quelli mirati alla stimolazione (terapie e attività ricreazionali) ed, infine, quelli mirati alla sfera emotiva, tra cui si ricordano la reminiscenza e il Metodo Validation (VT), che vuole ristabilire il senso di dignità e ridurre lo stress convalidando i legami con il passato e agendo sulle funzioni cognitive, sul funzionamento e sull'umore.
Negli anni 60 la gerontologa americana N. Feil, non soddisfatta delle terapie tradizionali per la cura degli anziani affetti da demenza, sviluppa un nuovo metodo, che chiama Validation, per aiutarli ad affrontare il disorientamento, parte della loro condizione clinica.
È chiaro che il metodo Validation non ha alcuna pretesa di migliorare le prestazioni cognitive dell'anziano; ha, però, la capacità di agire su questi comportamenti disfunzionali e disturbanti, permettendo agli anziani di vivere meglio e di "convivere" più serenamente con il loro problema. Si è anche notato più volte che i grandi anziani ne traggono beneficio anche sul piano fisico.
Il quadro teorico di questo tipo di terapia è molto eterogeneo, ma si possono citare gli apporti più significativi che vengono da Erikson (stadi e compiti della vita), Rogers (terapia centrata sul cliente; il paziente per primo deve cercare di aiutarsi) e della PNL (mappe della realtà soggettive, mappa del disorientato va rispettata e seguita, senso preferito e comportamento non verbale).
Il concetto fondamentale della terapia con Validation sottolinea quanto sia inutile orientare forzatamente l'anziano con demenza alla realtà; al contrario, è necessario dare risalto ai legami col passato, per ridurre l'ansia e lo stress e migliorare umore e funzionamento.
Lo scopo principale è aiutare l'anziano ad affrontare e superare le perdite traumatiche affrontate durante la vita (ancora richiamo ad Erikson). Va de sé che questi obiettivi, possibili per un anziano affetto da demenza e derivanti dall'uso prolungato di VT, non necessariamente devono essere raggiunti tutti, oppure tutti insieme.
È doveroso precisare che per disorientamento si intende lo stato che caratterizza persone affette da demenza o da pesanti traumi psicologici, che negli anni è stato denominato in tanti modi (arteriosclerosi, psicosi senile, demenza senile, oggi classificato prettamente come Alzheimer) e che presenta sempre gli stessi sintomi, per cui Feil ha pensato che la causa non sia necessariamente ed esclusivamente il danno cerebrale, ma si possa ricercare nel modo in cui le persone hanno affrontato perdite e cambiamenti durante la vita (secondo Feil, i disorientati hanno sempre negato le perdite).
RICERCA SCIENTIFICA
Studi scientifici sulla demenza, sui rapporti tra paziente e famiglia, paziente e caregiver in generale mostrano la malattia...