Introduzione
Negli ultimi anni l'aspettativa di vita è fortemente aumentata. Con essa, purtroppo, lo sono anche gravi problematiche connesse alla vecchiaia, quali la presenza di malattie dementigene, in modo sempre più marcato. La diffusione sempre maggiore della demenza ha un impatto importante in termini sia economici sia sociali, chiamando in causa gli enti locali e la loro responsabilità nel fornire una rete territoriale di cura e supporto agli anziani e alle famiglie che sia in grado di far fronte efficacemente ad un problema che nei prossimi anni si diffonderà sempre più su larga scala.
L'ASP Giovanni XXIII rappresenta un'istituzione di riferimento nel territorio bolognese per la cura e l'assistenza degli anziani, mettendo a disposizione appartamenti protetti, casa protetta, residenza sanitaria assistenziale e centro diurno. Presso la RSA è possibile confrontarsi direttamente col disagio degli anziani ospiti, con il loro senso di inutilità, unito a quello dei familiari, che in più occasioni esprimono il desiderio di fare qualcosa per il loro congiunto, desiderio che immancabilmente si scontra con l'impotenza, con la consapevolezza che "non c'è niente da fare"...
La soluzione, la cura definitiva per il problema demenze è, probabilmente, ancora piuttosto lontana ma se è vero che, al momento, la medicina può solo rallentare il processo degenerativo nelle fasi precoci, è possibile fare ricorso a molti interventi di tipo psico-sociale che possono perlomeno contribuire a rendere più dignitosa la vita degli ospiti e ad allontanarli dall'isolamento.
All'interno della struttura è diffusa tra gli operatori l'esperienza del Metodo Validation (N.Feil; 1996) nella pratica quotidiana con l'anziano. Questo metodo è ancora relativamente poco diffuso ma la sua efficacia è già stata provata: il paziente "convalidato" è più sereno, può vivere meglio nel presente.
Fondamentale per chiunque lavori con i "grandi anziani disorientati" (così Naomi Feil si riferisce agli anziani affetti da demenza) è tenere sempre presente la loro dignità di persone adulte senza dimenticare che, nella maggior parte dei casi, essi hanno avuto esistenze difficili, hanno vissuto l'esperienza della guerra, quella della povertà, quella del duro lavoro fin da ragazzini, hanno sperimentato la morte dei genitori, del coniuge, spesso hanno provato il dolore di sopravvivere ai propri figli. Dal momento che molti di questi anziani non hanno avuto gli strumenti e le capacità per superare queste crisi, non c'è da stupirsi se ad un certo punto si sono "congedati" dal presente per rifugiarsi in un mondo tutto loro, perché "possiedono la saggezza di ritornare al passato per sopravvivere al presente" (N. Feil, 2008).
RICERCA SCIENTIFICA
Studi scientifici sulla demenza, sui rapporti tra paziente e famiglia, paziente e caregiver in generale mostrano la malattia...