FONTE: di Redazione
Le parole che conosciamo (nomi, aggettivi, verbi) sono tutte contenute nella nostra mente e organizzate, come in un database informatico, in base al loro significato ed alla funzione che ricoprono nella nostra lingua.
Tutti hanno più o meno frequentemente sperimentato che, durante un incontro o una conversazione, una parola possa non venire in mente. La stessa parola potrà poi tornare in mente, senza preavviso, in momenti o contesti diversi. Si tratta del famoso "fenomeno della punta della lingua".
Il motivo di questo fenomeno è che le parole sono immagazzinate in reti di significato, e pertanto possono essere raggiunte utilizzando diversi "percorsi". Possiamo per esempio arrivare alla parola osso studiando l'anatomia dello scheletro umano oppure pensando al nostro cane che scava una buca. Non tutti i percorsi sono ugualmente efficaci.
Ci sono parole più difficili da recuperare. Gli scienziati della mente hanno cercato di isolare i fattori che influenzano maggiormente la facilità di recuperare le parole evidenziando che vi è una maggiore difficoltà nel recupero di nomi propri (es. nomi di persona, cognomi, nomi di luogo) piuttosto che di nomi comuni (sostantivi come uccello, capriola). Inoltre, le parole usate meno frequentemente vengono recuperate con maggiore difficoltà delle parole più diffuse nel linguaggio parlato, Per esempio riusciamo a recuperare più velocemente la parola piatto piuttosto che la parola suppellettili. Le parole di significato concreto (es. palla) si recuperano più facilmente di quelle di significato astratto (es. "intuizione").
Infine, alcuni nomi si ricordano con maggiore facilità perché rappresentano l'esempio tipico di una categoria, come cane per la categoria "animali" o aquila per la categoria "uccelli". Viceversa, sarà più difficile rievocare parole come ornitorinco tra gli animali e pinguino tra gli uccelli, perché questi esemplari sono meno tipici della categoria.
L'esercizio più banale, ma anche il più efficace per allenare il recupero lessicale è la conversazione. Nel dialogo, siamo impegnati a trasformare il nostro pensiero in linguaggio comprensibile per gli altri; la ricchezza delle nostre esperienze e dei nostri punti di vista ci "obbliga" a cercare parole sempre specifiche e adatte a ciò che abbiamo in mente. Nella conversazione, pertanto, alleniamo attivamente la nostra prontezza nel recupero delle parole, comprese quelle meno accessibili.
Anche la lettura stimola ed attiva il lessico mentale.
Tra gli hobbies, sono da preferire le parole crociate e i giochi da tavolo in cui bisogna indovinare parole a partire da disegni o da definizioni verbali.
E per finire, non bisogna trascurare che una buona fluenza verbale mal si sposa con la mancanza di sonno, il consumo eccessivo di alcool, l'abuso di alcuni farmaci quali ansiolitici o antidepressivi e le patologie del tono dell'umore come la depressione.
Può influire negativamente sulla velocità nel recupero delle parole anche un ambiente ricco di interferenze.
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