MENTE AI FLAVONOIDI

La cosiddetta “vitamina P”, concentrata in frutta e verdura, potrebbe proteggere il cervello e migliorare le performance intellettuali. di Rosanna Ercole Mellone

dieta mediterranea

Coloratissimi e in grado di vivacizzare le facoltà mentali: sono i bioflavonoidi, conosciuti come vitamina P ma in realtà sostanze idrosolubili, che corrispondono ai pigmenti dei vegetali.

Delle 500 varietà del gruppo esistenti in natura, alcune potrebbero proteggere e rendere più reattivo il cervello.

Secondo il Salk Institute di San Diego in California, l’epicatechina, flavonoide presente in uva, mirtilli, cioccolato e tè, avrebbe il potere di potenziare la struttura del cervello e aumentare la capacità di apprendimento e la memoria, perché migliora il flusso sanguigno nell’organo e influisce positivamente sull’espressione genetica. Per il momento, i risultati sono stati visti negli animali da laboratorio sottoposti a una dieta, a base di cibi con epicatechina, combinata con l’esercizio fisico.

«I flavonoidi hanno un ruolo importante nella riparazione del collagene per cui sostengono il microcircolo e incrementano la sintesi dei vasi sanguigni», commenta Andrea Ghiselli, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione di Roma, «Il movimento contrasta il decadimento fisico e mentale perché riduce il rischio di patologie debilitanti legate all’eccesso di cibo e ai processi ossidativi degenerativi».

Per preservare le cellule cerebrali dai danni causati dai radicali liberi, sarebbe efficace l'acido carnosico, un flavonoide del rosmarino. Le proprietà neuroprotettive della pianta aromatica sono state documentate dal Burnham Institute for Medical Research di La Jolla, in California, e dalla Iwate University di Morioka, in Giappone. Altre indagini sperimentali hanno dimostrato che un estratto di rosmarino, contenente acido carnosico e carnosolo, favorisce la sintesi del Nerve Growth Factor, essenziale per la crescita e il mantenimento del tessuto nervoso.

Un effetto stimolante sul cervello, utile in caso di depressione, viene attribuito alla rutina, estratta dalle foglie del grano saraceno. Come riscontrato dal Center for Neuroscience Research del “King’s College” di Londra, i flavonoidi dei limoni, esperidina e naringenina, riescono ad attraversare più facilmente di altri la barriera sangue-cervello e a rendere subito disponibile la loro attività antiossidante.

Uno studio, pubblicato sul Journal of Agricolture and Food Chemistry, si è occupato di una classe di flavonoidi, chiamati Polimetilati, che, abbassando il livello di colesterolo “cattivo” nel sangue, contribuirebbero a conservare a lungo il cervello in buone condizioni di salute. «Quercetina, flavonoli e flavanoli, tutti i bioflavonoidi sono antiossidanti e capaci di modulare la risposta enzimatica», precisa Ghiselli, «Il meccanismo con cui questi pigmenti agiscono sul cervello non è in rapporto con la loro assunzione isolata o attraverso integratori. Quando nell’organismo, in seguito a uno stress ossidativo, si verifica uno squilibrio tra radicali liberi e difese antiossidanti interne, i flavonoidi degli alimenti non vanno a rimpiazzare quelli fisiologici perduti, ma invece possono neutralizzare i perossidi di una dieta scorretta, veicolati da cibi come fritti e grassi d’origine animale.

La prevenzione a favore del cervello si attua soprattutto con un’alimentazione povera di ossidanti, mentre gli alimenti ricchi di flavonoidi, ovvero i vegetali, dovrebbero essere consumati, come antidoto, insieme a quelli responsabili di iperossidazione, tra cui le carni cotte ad alte temperature».

 

L’équipe

Fonti naturali di “vitamina P” sono limoni, prugne, more, ribes nero, uva sultanina, pompelmi, albicocche, ciliegie, papaya, melone, bacche di rosa canina, pepe verde, broccoli, spinaci, peperoni e grano saraceno. Le cipolle e l’aglio forniscono bioflavonoidi considerati anticancerogeni e alcune erbe, utilizzate in fitoterapia, composti antiallergici; al contrario, il polline della propoli, pigmento resinoso, può scatenare allergie.

Antagonisti, che ostacolano l’assorbimento di queste sostanze, sono il caffè, il fumo, lo stress e alcuni farmaci, come l’aspirina e gli antibiotici; invece la vitamina C, il calcio e il magnesio ne facilitano l’assimilazione.

I bioflavonoidi rafforzano i capillari e diminuiscono la loro permeabilità, per cui sono indicati per evitare emorragie e rotture dei piccoli vasi e per predisporre una barriera contro le infezioni.

Una dose raccomandata di “vitamina P” non è stata stabilita perché gli elementi del gruppo sono privi di tossicità e, se in surplus, vengono eliminati attraverso le vie urinarie e la traspirazione.

 

Concentrazione

• “Antiossidanti”, Paola Bettini, Giunti Edizioni (7,90 €)

• “In Forma con Aglio e Cipolla”, Vincenzo e Chiara Fabrocini, De Vecchi Edizioni (6,90 €)

• “La Dieta che fa bene alla Mente”, Jeanne Marie Bourre, Sperling Editore (17,70 €)

ultimo aggiornamento il 30-10-2010

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