LO SPORT SVILUPPA NEURONI

FONTE: di Marta Erba - Redazione Focus Brain Trainer

DNA come sensore dello stile di vita

Il luogo comune che associa un fisico esile a un cervello superlativo (e viceversa un corpo palestrato a una scarsità di materia grigia) è destinato a morire. Sempre più ricerche confermano che l'esercizio fisico non si limita a rinforzare i muscoli e a prevenire le malattie cardiovascolari. Migliora anche le prestazioni mentali e aiuta a prevenire malattie del cervello come il morbo di Alzheimer.

Vigore all'ippocampo

I benefici più evidenti sono a livello della memoria, la prima funzione cerebrale a "perdere colpi" (comincia a decadere dai 25 anni in poi), come dimostra uno studio condotto alla Columbia University e pubblicato sulla rivista PNAS. Confrontate ai sedentari, le persone che svolgono una regolare attività fisica sono più brave nelle prove mnemoniche. Un dato confermato anche dalle analisi strumentali, che mostrano la nascita di nuove cellule nell'ippocampo: si tratta della struttura del cervello che controlla la memoria e l'apprendimento, permettendo di immagazzinare nuove informazioni e di formare nuovi ricordi.

L'esercizio fisico, insomma, ha sul cervello effetti molto superiori a quello che un tempo si pensava. Ogni volta che si contrae e si rilascia un bicipite, infatti, vengono prodotte sostanze chimiche che oltrepassano la barriera ematoencefalica (la "cortina" che separa il cervello dal circolo sanguigno) e qui stimolano la produzione del BDNF (fattore neurotrofico cervello-derivato). Quest'ultimo contribuisce alla "neurogenesi" (la nascita di nuove cellule cerebrali) e allo sviluppo di nuove connessioni tra un neurone e l'altro.

Infatti se quello che mangiamo normalmente è sufficiente per mantenere peso e struttura muscolare, per sviluppare i muscoli, nel caso della persona magra ed esile, è necessario aumentare l'apporto di energia soprattutto in termini di carboidrati e proteine, mattoni fondamentali della costruzione muscolare.

Più sport, più concentrazione

Non è solo la memoria a ricevere benefici dall'attività sportiva. Una ricerca condotta all'Università dell'Illinois dimostra che l'esercizio fisico (in particolare quello aerobico, come le camminate, la corsa, la bicicletta) stimola i lobi frontali, la sede delle funzioni esecutive (è qui che si prendono decisioni, si pianificano le varie attività, si "ragiona"). "La risonanza magnetica ha confermato la nostra ipotesi: l'attività fisica aumenta il flusso sanguigno in queste regioni" ha detto Arthur Kramer, il coordinatore dello studio. "Inoltre migliora la capacità di concentrazione: aiuta cioè a ignorare le informazioni distraenti quando si esegue un compito".

ultimo aggiornamento il 16 dicembre 2010

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