Questo sito può far uso di widget di terze parti che utilizzano i cookies.
Per maggiori informazioni leggi la nostra cookie policy
Per essere intelligenti è necessario che si verifichino 4 condizioni


Per essere intelligenti è necessario che si verifichino 4 condizioni

Abbiamo passato in rassegna l'intelligenza e le diverse forme di intelligenza e abbiamo visto che non esiste un'unica forma di intelligenza, ma ciascuno è intelligente a modo suo.

Capire in cosa si è più intelligenti consente di coltivare e accrescere i punti di forza e intervenire per sviluppare i punti di debolezza.

Per essere intelligenti non è sufficiente "essere intelligenti", è necessario che si verifichino positivamente altre 4 condizioni che favoriscono lo sviluppo di questo dono prezioso:

Emotività - guida le azioni in base a ciò che proviamo nel fare una determinata attività. Ad esempio, se siamo portati all’intelligenza "relazionale" e siamo emotivamente contenti nello stare con gli altri, allora la nostra intelligenza si svilupperà ulteriormente. Al contrario, se emotivamente ci sentiamo in imbarazzo o in ansia quando entriamo in relazione, la nostra intelligenza relazionale ne risentirà e non avrà modo di svilupparsi adeguatamente;

Motivazione - consente di modulare l’intensità delle emozioni. Ad esempio, se sono motivato a stare con gli altri perché mi piace una persona all’interno di un gruppo di persone, la mia emotività può essere incentivata. Al contrario, se la mia emotività è negativa e mi fa sentire a disagio con gli altri, la motivazione potrebbe aiutare a superare questa difficoltà;

Controllo degli impulsi - permette di mantenere un contatto adeguato con ciò che stiamo facendo. Rimanendo nell’esempio delle relazioni, un temperamento impulsivo potrebbe turbare le relazioni che sto intrattenendo con gli altri, perché l’impulsività mi porta a dire o a fare qualcosa di inappropriato;

Perseveranza, oltre ad avere il talento serve anche l’impegno e la costanza. Thomas Edison diceva “il successo è formato dal 10% di talento e dal 90% di impegno”. Saper mantenere lo sforzo su ciò che stiamo facendo, dedicandogli tempo e risorse permette di arrivare con maggiore probabilità al risultato desiderato.

Saper rimandare una gratificazione per dare priorità agli impegni più importanti e dedicarsi più tardi allo svago è il modo migliore di raggiungere l’obiettivo desiderato.

Dopo aver visto come l’intelligenza è condizionata da 4 condizioni come l’emotività, la motivazione, il controllo degli impulsi e la perseveranza, vediamo come si può ottimizzare un atto intelligente.

Affinchè un’idea o un’azione "intelligente" possano dirsi tali e non vengano vanificati da una gestione sbagliata dell’esecuzione, è necessario mettere in atto tre processi:

1. pianificazione (prima dell’attività). Tale processo riguarda la selezione di appropriate strategie e la quantità delle risorse ritenute necessarie per lo svolgimento del compito. Con l’esperienza, tali processi possono giungere a un notevole livello di automatizzazione ed essere eseguiti senza l’intervento della coscienza. Questo potrebbe essere anche un limite, in quanto si tende ad adottare modalità che in certe situazioni potrebbero risultare inadeguate;

2. monitoraggio (durante l’attività). Avviene durante l’apprendimento o l’esecuzione del compito. Il monitoring è un’attività costante, non produce adattamenti, decisioni e variazioni continui, a meno che non arrivino feedback negativi. Esistono anche casi di feedback attivo, cioè casi in cui è il soggetto stesso ad adoperarsi per ricevere segnali dall’esterno sull’andamento della sua performance. Per esempio l’autoesame, attraverso cui il soggetto esamina se sta svolgendo correttamente i compiti preposti. Il grado di accuratezza del processo di monitoring sembra in grado di distinguere tra gli individui più abili da quelli meno abili e predire le prestazioni future.

3. valutazione (dopo l’attività cognitiva). Si riferisce alla capacità di valutare il compito e i risultati. Ad esempio, nella revisione di un testo appena scritto, il processo di valutazione consiste nell’adottare il punto di vista di un possibile lettore e degli effetti del messaggio, diagnosticare i problemi del testo e correggerli. La valutazione permette, infine, di ridefinire gli obiettivi personali che si erano stabiliti prima dello svolgimento del compito.

Per coglierne l’importanza, basti pensare che l’intelligenza artificiale si basa proprio su questi tre processi.

Eccoci arrivati all’ultima puntata di questo lungo excursus sull’intelligenza. Ci sarebbe ancora molto da dire, ma ritengo che abbiamo detto molto, esplorando i punti principali dell’intelligenza e passando in rassegna i pilastri su cui si fonda l’intelletto, le criticità della sua misurazione, le opportunità di sviluppo, le false credenze, i processi di miglioramento e le condizioni che possono favorirla oppure ostacolarla.

Concludo il sequel con un tema a me molto caro e che c’entra molto con l’intelligenza: la socializzazione.

Una parola abbastanza generica, che dice tutto e non dice nulla, ma come vi spiegherò a breve la socializzazione si può definire la condizione "madre" che ha consentito al genere umano di svilupparsi e di evolversi rispetto a tutte le altre specie viventi.

Proprio la capacità di fare gruppo, di confrontarsi, di condividere, di dividere, di supportarsi, di organizzarsi ha permesso ai nostri antenati di avvantaggiarsi di un cervello sempre più potente e raffinato. Il cervello umano è
naturalmente portato a stare con gli altri, siamo una specie sociale!

La lunga ricerca chiamata Seattle Longitudinal Study, condotta su decine di migliaia di persone, ha rilevato come sono proprio le persone con una buona rete sociale quelle che godono di una migliore salute mentale.

Anche le ricerche di Laura Fratiglioni hanno messo in evidenza che le persone che passano più tempo con gli altri sono più protette da malattie come la depressione e l’Alzheimer.

Le relazioni ci rendono anche più perspicaci, capaci di formulare pensieri, arricchire il linguaggio, stimolare la memoria e trovare nuove soluzioni ai problemi. E contrariamente a quel che si pensa, quando ci confrontiamo con gli altri più siamo diversi meglio è!

La diversità di opinioni ci spinge ad essere più chiari nell’esprimere le nostre opinioni e ci arricchisce del punto di vista altrui, anche se alla fine ciascuno resta della propria idea.

In conclusione, approfittiamo di ogni occasione per stare insieme agli altri e confrontarci. Parliamo un po' di tutto, di argomenti più o meno seri, il nostro cervello vivrà sano e felice e la nostra intelligenza ci ringrazierà.


27/06/2022 07:46:33

PATROCINI & SPONSOR