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Finalmente le vacanze. Dolce far niente, arrivoo!


Finalmente le vacanze. dolce far niente, arrivoo!

Che meraviglia le vacanze. Niente orologi e agende, impegni e scadenze, solo relax e ozio a gogò.

Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Che quando andiamo in ferie stacchiamo davvero la spina?

Studi americani riportano che il 75% dei lavoratori non riesce a staccare dal lavoro e resta in contatto con l’ufficio attraverso email e telefonate.

Il 61% invece si porta il lavoro in vacanza. Anzi, dai sondaggi risulta che il periodo delle vacanze sia vissuto come un’opportunità: avere il tempo a disposizione per portare avanti progetti e completare lavori che durante l’anno non si riesce a fare.

Questo riguarda un po’ tutte le categorie, dagli impiegati ma soprattutto i liberi professionisti e i dirigenti.

Le ragioni possono riguardare il timore di non far carriera, di essere superati da altri colleghi o di perdere la competitività con i concorrenti.

Comunque sia, tutto ciò è intriso da un senso di ansia e dalla relativa difficoltà a gestirla.

Trovarsi del lavoro da fare in vacanza è un modo per continuare ad avere tutto sotto controllo, per arrivare a un risultato lavorativo e professionale che ci appagherà.

Queste convinzioni fanno ‘invasione di campo’ in un periodo che invece deve essere dedicato ad altro. Al relax appunto.

Il relax, o l’ozio come amo definirlo, non serve tanto per rilassare il corpo, che basta stare seduti o sdraiati per riposarlo, ma serve soprattutto per riposare mente e cervello.

E si, le vacanze sono fatte per rigenerare la mente, soprattutto in un’epoca in cui i lavori fisici hanno lasciato il posto a lavori ‘di concetto’, ossia quei lavori dove si sta tanto tempo seduti e si elaborano dati e informazioni, compiti che richiedono un’intensa attività cerebrale e poco movimento fisico.

Insomma, le vacanze sono fatte per:

  1. cambiare aria, andando in posti diversi dal solito (il cervello ha bisogno di stimoli nuovi);
  2. interrompere la routine mentale del lavoro;
  3. avere più tempo per fare altro;
  4. dedicarsi a se stessi e assecondare i propri ritmi;
  5. ricaricarsi per i mesi a venire.

Quest’ultimo punto è sottovalutato più degli altri.

Trascorrere 2-3 settimane in vacanza non è tempo perso (viviamo in un’epoca in cui bisogna essere efficienti sempre e a tutti i costi), ma un’opportunità
per ricaricarsi e lavorare meglio nei mesi successivi.

La mente è come una batteria dei telefonini, dopo tanto lavoro ha bisogno di ricaricarsi. E a proposito di telefonini, gli smartphone sono lì, pronti ad attirarci al lavoro con email e messaggi, mentre siamo sotto l’ombrellone o in cammino su un bel sentiero di montagna.

E così i Social, che purtroppo ci abbindolano nei loro schemi mentali ristretti, facendoci perdere il piacere di vagabondare nell’immensità della nostra mente.

Per questo è importante impegnarsi a oziare!

Oziare non significa annoiarsi, ma focalizzarsi su ciò che ci piace e non su ciò che ‘dobbiamo’ fare. Dedicare del tempo a noi e ai nostri cari. Fare un po’ di movimento fisico, allenare la mente (il lavoro non allena la mente, la stanca), ai rapporti con gli altri e ad un sano e proficuo ’dolce far niente’.

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31/07/2022 06:44:43

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