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Cervello vagabondo


Cervello vagabondo

“Ehi, ma dove sei con la testa?”

Ci siamo mai sentiti rivolgere un’osservazione simile? O, magari, noi stessi abbiamo avuto l’impressione che la mente vagasse in un susseguirsi di immagini mentali e di pensieri mentre ci stavamo godendo un momento di pausa.

La sensazione di “fantasticare” e lasciarsi trasportare da un flusso libero di pensieri, a volte persino non ben definiti nel contenuto, è il risultato di un particolare assetto del nostro cervello.

I neuroni comunicano tra loro, oltre che attraverso la chimica dei neurotrasmettitori, anche grazie a frequenze elettriche che ne scandiscono i ritmi di attività.

In particolare, uno di questi ritmi definito alfa si manifesta quando la mente è in uno stato di vigilanza caratterizzato da una sorta di distacco dalla realtà esterna, come nel caso di profondo rilassamento oppure quando si manifestano atti o pensieri creativi.

In tale condizione il nostro cervello attiva una fitta rete di connessioni tra ampie aree cerebrali (ad esempio, la corteccia cingolata posteriore e quella prefrontale) conosciuta con il nome di “Default Mode Network” (Rete di Default), espressione coniata dal neurologo americano Marcus Raichle.

L’attivazione della rete di default sembra spiegare l’origine di una continua attività di sfondo del nostro cervello, che rimane attivo anche in assenza di uno specifico compito da svolgere. È anche alla base di numerose attività mentali, tra cui il sogno ad occhi aperti, la capacità creativa, quella di immaginare il futuro e ripensare al passato, solo per citarne alcune.

Una caratteristica di tale rete è la tendenza ad aumentare i tempi in cui rimane attiva con l’invecchiamento.

Cosa ne deriva?

Da un lato, la possibilità di mantenere attivi ed efficienti le capacità legate alla memoria autobiografica e alla creatività.

Dall’altro, il possibile incremento di episodi di distrazione e sensibilità alle interferenze, accompagnati dalla sensazione di fare più fatica a rimanere concentrati e ricordare le nuove informazioni apprese poiché diventano più frequenti i pensieri che si intrufolano mentre si sta svolgendo un’attività.

Allenare il cervello attraverso la Ginnastica Mentale® Assomensana diventa quindi un’occasione per imparare, quando necessario, a riportare la mente alla consapevolezza e, quando possibile, godere dei momenti in cui il cervello “vagabonda” tra ricordi, progetti e creatività.

Dott.ssa Nicoletta Porcu - psicologa, psicoterapeuta e Brain Trainer Assomensana a Lodi e Piacenza


31/07/2022 10:01:25

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