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Le relazioni sociali: l’8° pilastro per un cervello efficiente


Le relazioni sociali: l’8° pilastro per un cervello efficiente

Non esistono più gli anziani di una volta!

Lungi dall’essere un luogo comune, l’affermazione rispecchia le mutate condizioni di vita e la possibilità di adottare atteggiamenti positivi per propiziare una vecchiaia soddisfacente e gratificante.

Tra i comportamenti che influiscono di più e in modo favorevole sul passare degli anni c’è la socialità.

Numerosi studi scientifici confermano che le persone con una ricca rete di relazioni mantengono attive più a lungo il linguaggio, la memoria e il ragionamento e costituiscono un fattore protettivo contro le malattie neurodegenerative.

Ma l’invecchiamento non si verifica in tutti nello stesso modo. Diversi fattori possono incidere come il carattere, il proprio passato, la filosofia di vita adottata, la presenza o l’assenza di persone care, la disponibilità o meno di risorse interiori e materiali.

Oggi, chi va in pensione può avere un’aspettativa di vita superiore ai 15 anni, prospettiva che apre possibilità nuove e inaspettate e che richiede di investire al meglio le proprie abilità, non solo in questa fase esistenziale, ma già in quella precedente. Di conseguenza, è in forte espansione un filone di indagine che ha come obiettivo la comprensione di quello stato che va sotto il nome di invecchiamento positivo (Zambianchi, Ricci Bitti, 2012).

Questo concetto consente di interpretare il processo di invecchiamento non solo dal punto di vista fisico e cognitivo, ma anche relazionale.

Il mantenimento di una buona capacità di rapporti e di partecipazione nella sfera sociale offre alla persona che sta invecchiando un utile supporto che permette di affrontare le difficoltà connesse alla senescenza. Un individuo che ha condotto una vita ricca di relazioni, arriverà all’età della pensione con un ricco capitale sociale, costituito da amicizie e rapporti che si potranno rivelare negli anni a venire di grande beneficio anche per la salute fisica e mentale.

La proattività, straordinaria virtù dell’uomo di progettare il futuro del proprio benessere e accumulare salute quando ancora è in salute, è un modo di essere indispensabile per ottenere un invecchiamento positivo.

A questo proposito le 5 regole d’oro suggerite da Iannoccari (2010) per mantenere relazioni gratificanti con le persone sono facilmente attuabili:

  1. fermarsi a parlare con le persone;
  2. frequentare associazioni e centri sociali;
  3. fare gli auguri nelle ricorrenze di amici e conoscenti;
  4. conoscere e partecipare agli avvenimenti della città;
  5. mettere in pratica le 4 regole precedenti!

Per approfondimenti: 8° capitolo del libro “I 10 pilastri per un cervello efficiente” pubblicato da Franco Angeli.

Dott. Alessandro Fusaro - psicologo, psicoterapeuta e Brain Trainer Assomensana ad Aosta


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04/11/2022 21:21:11

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