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Quanto parli, quanto mi stressi!


Quanto parli, quanto mi stressi!

Ci sono i chiacchieroni e i taciturni, chi parla di più chi parla di meno. Chi è simpatico e chi è noioso, chi racconta fatti e chi racconta notizie, chi parla di se e chi parla degli altri.

Il linguaggio parlato, si sa, è una funzione cognitiva superiore che consente agli individui di veicolare contenuti e di costruire relazioni.

Ma c’è una categoria di persone che ha una caratteristica particolare quando parla: nuoce all’interlocutore.

Sono quelle persone pessimiste, negative, giaculatorie che raccontano misfatti e malanni, anatemi e disperazioni. Sono quelle persone che si lamentano per qualsiasi cosa o per qualcosa in modo costante. Spesso hanno un eloquio senza pause, dove è difficile inserirsi per esprimere la propria idea. Occupano tutto lo spazio parlato con le loro iatture.

Se vogliamo analizzarlo da un punto di vista giaculatore, sotto l'aspetto psicologico, il linguaggio negativo è un modo per esprimere una personalità pessimista, una frustrazione, una rabbia repressa o un’aggressività mal gestita.

Dall’analisi condotta, risulta che sull’ascoltatore gli effetti sono devastanti.

Se l’interlocutore è troppo loquace e verboso, chi ascolta si sente invaso da una quantità di informazioni che il sistema cognitivo non ce la fa ad elaborare. Le strutture cerebrali vanno in sovraccarico e producono sostanze nocive legate allo stress. Cresce la stanchezza e il desiderio che l’altro termini al più presto.

Per far ciò, spesso si decide di non ribattere e di annuire, nella speranza che l’altro si azzittisca. E invece no. Il silenzio viene percepito dall’altro come attenzione e quindi si incoraggia ad andare avanti. E così, i neuroni del malcapitato ascoltatore pian piano si spengono e smettono temporaneamente di funzionare, in quanto il discorso non coinvolgente esclude qualsiasi attivazione per risolvere il problema.

Come se non bastasse, all’ascoltatore resta la frustrazione di essere stato incapace ad arginare l’interlocutore e di aver perso troppo tempo ad ascoltare, più del necessario.

Come dimostrato dai ricercatori della Stanford University, sono sufficienti 30 minuti di ascolto lamentoso al giorno per ‘spegnere’ i neuroni.

A questo punto, se proprio dobbiamo scegliere se essere educati (masochisti) ed ascoltare il prossimo o preservare la propria salute, è meglio non avere dubbi.

Il “giaculatore seriale” non è in grado apprezzare chi gli dedica il proprio tempo, tant’è concentrato su di se e sui propri argomenti. Anzi, finito con una, è subito alla ricerca della prossima vittima!

Prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari - neuropsicologo, presidente di Assomensana, docente all'Università di Milano


13/02/2021 07:58:28

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