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Il cervello verde


Il cervello verde

Nessuna migliore occasione come il mese di giugno per rigenerare mente e cervello.

Una camminata nel verde è proprio ciò che ci vuole per aumentare il benessere della nostra centralina nervosa. Ce lo raccontava Jan-Jacques Rousseau nel "Le fantasticherie del passeggiatore solitario" in cui esaltava la "crescita di un animo sensibile quando è connesso con l'immensità della natura".

Senza scomodare Rousseau, da sempre la natura ha esercitato un potere positivo sugli esseri viventi, probabilmente perché la vita si è sviluppata ed evoluta tra le piante, essendo queste, tra gli esseri viventi, le più antiche del pianeta, con una carta di identità che attesta la nascita a circa 400 milioni di anni fa.

Tutte le specie viventi, a parte quelle acquatiche, hanno utilizzato le piante per gli scopi più disparati. Nella vegetazione ci si ripara dai predatori e ci si ciba dei suoi frutti, ci si accomoda per la notte. Le piante da sempre sono usate come sostanze medicinali per curarsi dalle infezioni.

Tra i diversi ambienti vegetali, il bosco e la foresta sono quelli che offrono il maggior beneficio. Probabilmente perché in un bosco siamo completamente circondati tutt’intorno dal verde, il che consente la massima sensazione immersiva.

E l’ambiente naturale riduce lo stress.
Uno studio condotto dall’equipe di Yoshifumi Miyazaki dell’Università di Chiba, in Giappone, ha messo in evidenza come guardare per 90 secondi una serie di foto di boschi induce una sensazione di rilassamento e confort rispetto a guardare immagini di un ambiente urbano.

Ma tutto ciò si può facilmente intuire. Ciò che invece non si conosce è che l’ambiente naturale dev’essere proprio naturale e non finto, fatto dall’uomo.

Mi spiego. Ciò che è naturale è imperfetto, ossia le forme sono irregolari e imprevedibili. Questo aspetto peculiare delle cose naturali da vita a ciò che è definita "dimensione frattale". Di cosa si tratta? Sono tutti quegli aspetti naturali, i frattali appunto, che hanno una forma imprecisa e pertanto unica, non riproducibile artificialmente. L’occhio umano, forse per abitudine, apprezza i frattali più degli oggetti artefatti e regolari.

Quanto più è ricca la biodiversità in cui ci si trova immersi tanti più sono i frattali e tanto più si viene stimolati positivamente. Ragionando al contrario, potremmo affermare che è proprio la mancanza di frattali che ci fa snobbare le piante finte e gli ambienti costruiti dall’uomo, poiché difettano di quella adorabile imperfezione naturale che il cervello apprezza.


06/06/2021 11:26:54

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