STARE BENE, VIVERE IN SALUTE

Autore: Redazione

Alcuni alimenti ci aiutano a star beneUn ambizioso obiettivo possibile da raggiungere comprendendo che il benessere è legato ad un delicato connubio di più fattori: alimentazione sana, attività  fisica, ridere, amare, fare ciò che piace e non trascurare mai il legame esistente tra mente e corpo.

Stare bene, vivere in salute. Un ambizioso obiettivo possibile da raggiungere comprendendo che il benessere è legato ad un delicato connubio di più fattori: alimentazione sana, attività fisica, ridere, amare, fare ciò che piace e non trascurare mai il legame esistente tra mente e corpo.

Sempre più spesso la scienza indaga sulle virtù benefiche degli alimenti. È ormai dimostrato che una corretta alimentazione ha effetti positivi sulla diminuzione del colesterolo e regola la pressione sanguigna, migliora la stabilità glicemica, può prevenire patologie tumorali e ritardare i processi di invecchiamento.
Uno studio condotto dall’Istituto di Scienze Neurologiche del Cnr di Catania (presieduto dal Dott. Giovanni Scapagnini) in collaborazione con il Rockfeller Neuroscience Institute di Washington ha analizzato una sostanza poco usata nella nostra cultura occidentale le cui proprietà però la faranno probabilmente rivalutare: il curry.

La ricerca ha confermato le ormai note proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e ora anche antineoplastiche del curry, ma soprattutto ha messo in evidenza gli effetti preventivi del curry nelle malattie neurodegenerative (quali ad esempio Alzheimer e Parkinson). In particolare i ricercatori hanno dimostrato la capacità neuro protettiva, ovvero la capacità di risparmiare la morte alle cellule neuronali.

Un ottimo motivo per aggiungere un tocco orientale alla nostra cucina!

Il caffè? È buono e fa bene alla memoria.

La letteratura scientifica riporta un numero sempre maggiore di studi che evidenziano la capacità del caffè di contribuire al mantenimento della funzionalità cognitiva.

Da un recentissimo studio pubblicato nel 2007 sull’European Journal of Clinical Nutrition realizzato su un campione di 676 uomini sani nati tra il 1900 e il 1920 seguiti per un periodo di 10 anni è emerso che il declino cognitivo era circa dimezzato nei soggetti che avevano l’abitudine di consumare regolarmente tre tazze di caffè al giorno. Ad avvalorare la tesi del caffè che “fa bene al cervello” esiste anche uno studio presentato al meeting annuale della Psysiological Society nel 2006 secondo cui la caffeina sarebbe in grado di aumentare la frequenza di alcune onde cerebrali migliorando quindi memoria e apprendimento.

Il merito di tanti benefici sono gli acidi clorogenici, una famiglia di polifenoli recentemente caratterizzata dagli studiosi, che hanno il loro massimo picco ematico dopo 2 ore dal’assunzione della tazzina di caffè. I dati pubblicati dalla prestigiosa rivista confermano che 3-4 tazze di caffè, variamente preparate (moka, espresso, ecc.) contengono fino ad un grammo di acidi cloro genici, attivi nel proteggere l’organismo dall’azione ossidante dei radicali liberi.

Una curiosità: la varietà Robusta contiene il 28% in più di acidi cloro genici rispetto a quela Arabica. I benefici degli acidi cloro genici sono presenti anche nel caffè decaffeinato. Il caffè della moka fornisce 150mg di acidi cloro genici rispetto ai 300mg del caffè filtrato (quello americano), mentre il caffè espresso ne contiene “soltanto” 200mg.

ultimo aggiornamento il 03/07/2015

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